Gennaro
"È stato come un effetto domino: ho ricominciato a dormire, ho ripreso appetito, ho preso peso e sono diventato più felice."
Tra dolore e nuova speranza
Gennaro è sempre stato in movimento. Ha prestato servizio a lungo nell'esercito, nella Marina Militare Italiana. Il suo corpo funzionava alla perfezione, la sua energia sembrava inesauribile. In seguito, ha lavorato come chef a Zurigo. Anche lì, le cose dovevano essere rapide, precise e concentrate. "Ero sempre pronto a tutto", dice l'attuale quarantenne.
Nel 2020 gli è stato diagnosticato il disturbo da deficit di attenzione e iperattività (ADHD). Per lui, questo spiega molte cose, ma non lo frena. Al contrario: Gennaro lavora sodo, vive la vita al massimo e ama cantare. Nel 2015 ha persino partecipato a "Switzerland's Got Talent". Poi tutto è cambiato.
Il suo corpo ha reagito gravemente dopo le vaccinazioni contro il Covid. Ha sviluppato la febbre, ha perso circa il 40% dell'udito e ha improvvisamente sofferto di incontinenza e disturbi neurologici. Ha anche lottato contro la stanchezza e il dolore cronico. Ancora oggi nessuno sa se la vaccinazione ne sia stata la causa. Una cosa è certa: da quel momento in poi, nulla è più stato come prima.
Gennaro cerca aiuto. I medici gli diagnosticano perdita dell'udito e incontinenza, ma non riescono a trovare una spiegazione per il suo stato generale. Oggi porta un apparecchio acustico. Gli viene impiantato un neuromodulatore per curare l'incontinenza. In seguito, si trasferisce con il marito in Ticino, ma anche a Lugano i medici sono perplessi.
Nessun controllo sul corpo
Intorpidimento e bruciore alle braccia e alle gambe, perdita di controllo, tremori improvvisi: il corpo di Gennaro fa quello che vuole. A volte gli cadono le cose di mano. Pelare una patata è praticamente impossibile. Vorrebbe prendere un bicchiere, ma il braccio non collabora. Vorrebbe salire le scale, ma le gambe gli si bloccano. Da un anno ormai si affida a un bastone o a un deambulatore; la sua richiesta per un montascale è in sospeso. Non può guidare da due anni.
Tre mesi fa, una biopsia cutanea ha finalmente portato a una diagnosi: neuropatia periferica, una rara malattia nervosa. Non è stata riscontrata alcuna patologia sottostante, come diabete o malattie autoimmuni. "Mich è successo e basta", dice Gennaro. A giugno è previsto un test genetico. Il quarantenne vuole capire perché il suo corpo reagisce in questo modo. Afferma che nella sua famiglia ci sono casi di patologie neurologiche, ma nulla di paragonabile.
I farmaci offrono solo un aiuto marginale
Gennaro prova innumerevoli farmaci: antidolorifici, oppioidi. Ma il dolore lancinante persiste. Allo stesso tempo, gli effetti collaterali sono notevoli: diventa sonnolento, perde l'appetito e mangia a malapena. Invece di ritrovare la strada per vivere, si sente sempre più estraniato da essa.
Finalmente, in Ticino, trova un medico che gli prescrive la cannabis terapeutica. La sua assicurazione sanitaria copre i costi. Gennaro riceve infiorescenze di cannabis, circa 100 grammi al mese, ovvero circa tre grammi al giorno. Tutto cambia per lui. "È stato come un effetto domino: ho ricominciato a dormire, ho avuto appetito, ho preso peso e sono tornato a essere felice". Ma soprattutto, il dolore è finalmente sopportabile. "La mia vita ha ricominciato a valere la pena di essere vissuta". La cannabis non cura la sua malattia, ma gli dà stabilità.
La compagnia di assicurazione sanitaria interrompe i pagamenti
Alla fine del 2025, la compagnia di assicurazione sanitaria ha improvvisamente smesso di pagare. Senza alcuna spiegazione comprensibile, secondo Gennaro. Uno shock. Perché pagare la cannabis terapeutica di tasca propria era economicamente insostenibile: Gennaro e suo marito vivono con una piccola pensione. Per un certo periodo, ha chiesto prestiti e ha acquistato piccole quantità in farmacia. Ma a un certo punto non ce l'ha fatta più. "Basta", dice. "Non volevo indebitarmi."
Da allora, il mercato nero è diventata la sua unica opzione. Ma l'effetto non è lo stesso dei fiori medicinali acquistati in farmacia. Il sonno e l'appetito migliorano un po', ma il dolore persiste.
Nell'aprile del 2026, la situazione si fece ancora più tesa: la farmacia richiese la restituzione di circa 3.500 franchi svizzeri. Gennaro si rivolse a un avvocato, che si occupò anche di stabilire chi dovesse farsi carico delle spese. Il caso è ora al vaglio del tribunale assicurativo.
Gennaro è sconcertato. Dice che storie simili si sentono ovunque: le compagnie di assicurazione sanitaria coprono inizialmente i costi e poi improvvisamente interrompono i pagamenti, spesso senza una spiegazione chiara.
Etichettato come tossicodipendente
Oltre ai disturbi fisici, anche lo stigma pesa molto su Gennaro. In Ticino, la cannabis terapeutica è ancora più tabù che nella Svizzera tedesca. Chiunque consumi cannabis qui viene subito etichettato come tossicodipendente. "Vivo in Svizzera, ma a volte mi sembra davvero arretrata."
Gennaro trova sostegno attraverso MEDCAN. Da questo incontro nasce qualcosa di nuovo: insieme al marito, fonda CanMed Ticino L' associazione si propone di dare visibilità alle persone colpite in Ticino, di raccontare le loro storie e di offrire incoraggiamento. "Non sono solo", afferma Gennaro. "E voglio che anche gli altri lo sentano".