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Una domanda che ha profondamente toccato la nostra presidente e che la tormenta ancora oggi.

"Come mi sentirei se fossi un paziente francese iscritto al progetto pilota sulla cannabis terapeutica e scoprissi che tra sei mesi non avrò più accesso a questa sostanza?"

7dcca663 a50b 4c7f a8af 9b81f3c9aba8Questa domanda è stata posta alla nostra Presidente da una giornalista della Svizzera occidentale durante un'intervista, e la tormenta ancora oggi. Non riesce a immaginare la disperazione che si prova: avere finalmente accesso a una terapia che migliora sensibilmente la propria vita, solo per poi vedersi nuovamente negare questa opportunità. È semplicemente disumano.

La sua risposta è stata chiara e inequivocabile.

“Se fossi un paziente francese, mi chiederei seriamente se voglio continuare a vivere in questo modo. Dopo più di dieci anni di lotta per l'uso terapeutico della cannabis, sarei profondamente scosso se questa opzione legale mi venisse nuovamente tolta. Mi distruggerebbe la fiducia nell'umanità e la voglia di vivere. 

” L'articolo completo è disponibile sul quotidiano svizzero in lingua francese “La Liberté”.

La cannabis non è un lusso ma una necessità medica

Per i nostri membri – e per molte altre persone malate – la cannabis non è un farmaco qualsiasi. È una risorsa quotidiana ed essenziale senza la quale non potremmo affrontare la giornata. Allevia il dolore, rilassa i muscoli e aiuta la nostra mente ad affrontare le nostre difficili condizioni di dolore cronico. Senza cannabis, ogni momento della vita quotidiana diventa una tortura. Il solo pensiero di non avere più accesso legale ai nostri farmaci scatena il panico. Il mercato nero non è un'alternativa per le persone malate: i rischi di una qualità incontrollata e di potenziali adulteranti sono semplicemente troppo grandi.

Coltivare in proprio potrebbe teoricamente essere una soluzione, ma in Svizzera è ancora illegale. È anche molto laborioso, estenuante per chi è malato e non accessibile a tutti. Inoltre, si vive nella costante paura di essere scoperti. Questa incertezza è molto stressante e diventa insopportabile col tempo.

L'idea che l'accesso legale alla cannabis per scopi terapeutici possa essere revocato in Francia è sconvolgente per la nostra Presidente. Se una discussione simile dovesse sorgere in Svizzera, dovrebbe seriamente riconsiderare se può continuare a vivere così com'è.

"Ricordo fin troppo bene le notti insonni, piene di preoccupazioni su dove avrei trovato le mie medicine. Non voglio mai più vivere quei momenti di paura e disperazione."

Progressi in Svizzera

Qui in Svizzera, il 1° agosto 2022 abbiamo modificato la Legge sugli stupefacenti: i medici possono ora prescrivere direttamente la cannabis, senza bisogno di un'autorizzazione speciale dell'Ufficio federale della sanità pubblica. Tuttavia, il percorso è ancora irto di sfide. Molti di noi lottano contro lo stigma sociale; è difficile trovare un medico che prescriva la cannabis e i costi sono raramente coperti dall'assicurazione sanitaria. Ma abbiamo compiuto un passo importante: la cannabis è ufficialmente riconosciuta come medicinale. Questo ci offre non solo un sostegno legale, ma anche morale.

La crisi in Francia

Per la Francia, la situazione attuale è una catastrofe. Il Ministero della Salute ha prorogato di sei mesi il periodo di sperimentazione della cannabis terapeutica, non per garantirne l'accesso a lungo termine, ma affinché i pazienti possano "smettere di assumere farmaci convenzionali e trovare un'alternativa". Ma quali opzioni restano loro se non ci sono alternative? Molti sono costretti a tornare ai farmaci convenzionali, che spesso hanno gravi effetti collaterali, oppure sono spinti verso l'illegalità, una situazione che mette a repentaglio la loro salute e la loro dignità.

L'appello di MEDCAN ai politici di tutto il mondo

È giunto il momento di garantire ai malati l'accesso alla cannabis come medicina. Non è un lusso, ma una necessità medica. La scienza sta confermando sempre di più ciò che noi pazienti sappiamo da tempo: la cannabis è una terapia efficace e naturale che può migliorare la qualità della vita. Le nostre esperienze meritano di essere ascoltate e riconosciute.

Qui in Svizzera abbiamo dimostrato che è possibile apportare cambiamenti nell'uso medico della cannabis. La lotta non è finita, ma abbiamo compiuto un passo importante. L' associazione MEDCAN auspica sinceramente che i progressi si realizzino anche in altri Paesi, a beneficio di tutti coloro che lottano quotidianamente per la propria qualità di vita.

Se apprezzate il nostro lavoro e il nostro impegno nei confronti dei pazienti, vi preghiamo di sostenere l' associazione MEDCAN donazione o di diventarne soci. Insieme possiamo sensibilizzare l'opinione pubblica e cambiare a lungo termine la percezione dell'uso medico della cannabis!